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sabato 6 dicembre 2014

Oscar alla migliore animazione 2014

L'Academy ha premiato Frozen. Bel film, niente da dire. Però, se avessi avuto voce in capitolo, avrei votato in modo diverso.

Questa la mia classifica:

5. I Croods: Dalla Dreamworks mi sarei aspettato molto di più. Ambientato in una preistoria di fantasia, forse sarebbe considerato retrogrado persino dai nostri antenati di quel periodo.

2. Frozen - Il regno di ghiaccio: Una produzione Disney ma lontana mille miglia dal manicheismo di nonno Walt. Sarei pure stato d'accordo per l'Oscar, se non fosse stato un anno denso di prodotti altrettanto, e anche più, interessanti.

2. Cattivissimo me 2: Lo ammetto, la storia qui è del tutto secondaria per la mia valutazione. Come pure la qualità grafica. E' il collettivo dei minion che vince su tutto.

2. Ernest & Celestine: Delicata storia quanto le tinte pastello con cui è visualizzata.

1. Si alza il vento: Grandissimo Miyazaki.

lunedì 27 ottobre 2014

Oscar al miglior film dell'anno 2014

Sono finalmente riuscito a vedermi tutti e nove i candidati all'Oscar ultimo scorso. Per l'Academy il premio è andato a 12 anni schiavo. Questo invece quel che ne penso io.

Scartati

The wolf of Wall Street. Basato sulla storia vera di uno speculatore newyorkese, ha il suo centro nella interpretazione di Leonardo DiCaprio, che riesce a far passare in secondo piano anche la regia di Martin Scorsese. Credo che la lunghezza eccessiva fosse voluta, per dare l'effetto di nausea che deve permeare dalla vita del soggetto. Ma penso che ci siano modi meno costosi per lo spettatore per ottenere lo stesso risultato.

Dallas Buyers Club. Anche questo film ha il suo punto forte nell'interpretazione del protagonista, Matthew McConaughey (che è anche nel Lupo), questo è però un film a basso costo, almeno per gli standard americani, che è riuscito a trovare la via delle grande distribuzione grazie al cast che si è interessato alla storia. Un altra storia vera, opportunamente manipolata per far risaltare quello che interessava al team creativo. Il risultato m'ha dato l'impressione di una eccessiva forzatura.

Belli

Lei - Her. Problema simile al Lupo. Non credo che se si vuole parlare di depressione occorra necessariamente fare un film deprimente. I toni asettici usati da Spike Jonze nel narrare la storia di Theodore (Joaquin Phoenix) ci stanno, ma il risultato mi è parso eccessivamente freddo.

Captain Phillips - Attacco in mare aperto. Ennesima storia vera, questa è stata adattata per farne un quadretto ancor più edificante del materiale di partenza. Ma la regia di Paul Greengrass mi ha preso a tal punto che me ne sono accorto solo molto dopo la fine del film.

12 anni schiavo. Bello, eh. Steve McQueen è davvero bravo, e l'Oscar ci sta tutto, considerando che è un premio del cinema americano. Fatto è che si tratta, per l'appunto, di una storia molto americana, a cui non è che io sia riuscito molto ad appassionarmi, non avendo nulla a che fare con il dramma dello schiavismo. Non che si parli solo di quello, è possibile astrarre considerazioni più generali, ma l'impostazione data è mirata sul caso particolare. Vedasi La ragazza del dipinto come esempio di film che tratta lo stesso tema in un modo che mi è parso più interessante.

Preferiti

Philomena. Film che sembra fatto per scontentare tutti, in quanto affronta un tema per cui molti hanno una risposta definitiva, ma si rifiuta di dare una risposta netta in una direzione o nell'altra. Al contrario di Her, nonostante che si parli di argomenti molto delicati e dolorosi, qui lo si fa con gran leggerezza e autoironia, grazie ad un team creativo di tutto rispetto, che vede in prima linea Steve Coogan e Stephen Frears. Grande anche la prestazione di Judi Dench nel ruolo principale.

American hustle - L'apparenza inganna. Lo direi il film più socievole del lotto. Nel senso che se volessi passare una serata con un gruppo di amici guardando uno tra questi titoli, sceglierei questo. Simpatico, divertente, con un ottimo cast, e ha pure cose interessanti da dire.

Gravity. La spettacolarità fatta cinema. Più grande è lo schermo su cui lo si guarda e meglio è. Nonostante l'ambientazione spaziale, la storia narrata è così lieve che potrebbe passare inosservata allo spettatore disattento (e uso alla grevità del film spettacolare medio).

Prescelto

Nebraska. Difficile credere che sia tra i candidati, visto che sembra uno di quei film che fa di tutto per sconsigliare la visione di se stesso. Girato in bianco e nero, con un protagonista vecchio e antipatico (Bruce Dern), che fa muovere l'azione con una lentezza esasperante nella più monotona provincia americana.
Eppure consiglierei di non farsi distrarre da questi dettagli, e lasciare che Alexander Payne narri la storia fino in fondo.

lunedì 3 marzo 2014

(Lady) Oscar 2014

Come al solito, c'è poco da recriminare sull'assegnazione dei premi Oscar. Però è simpatico dare un'occhiata disincantata ai risultati. A vincere è stato 12 anni schiavo, un verdetto filo-presidenziale, che però è bilanciato da Dallas buyer club, di impostazione anti-scientifica e anti-statale e come tale non sgradito alla destra stile tea-party (anche se devono aver fatto fatica a mandar giù la tematica relativa alla gayezza). Nel mezzo ci sta Gravity.

La piazzata ultima scorsa di Mia Farrow non è riuscita ad impedire il meritatissimo Oscar a Cate Blanchett, ma forse ha aiutato Jonze per la sceneggiatura. Le sciocche polemiche nostrane non hanno avuto, come era lecito immaginarsi, la minima eco negli USA e Paolo Sorrentino ha potuto così ricevere il suo Oscar. Solo premi minori per Il grande Gadsby.

Grande sconfitto American hustle, che non è riuscito a convertire nemmeno una delle dieci nomination. Altri film rimasti a bocca asciutta sono Captain Phillips, Nebraska (che io invece avrei coperto di premi), The wolf of Wall Street, Philomena, eccetera.

12 anni schiavo

miglior film
non protagonista femminile: Lupita Nyong'o
sceneggiatura non originale: John Ridley

Gravity

regia: Alfonso Cuarón
fotografia: Emmanuel Lubezki
montaggio: Alfonso Cuarón, Mark Sanger
colonna sonora: Steven Price

Dallas buyers club

protagonista maschile: Matthew McConaughey
non protagonista maschile: Jared Leto
trucco e parrucco: Adruitha Lee, Robin Mathews

Blue Jasmine

protagonista femminile: Cate Blanchett

Her

sceneggiatura originale: Spike Jonze

Frozen

lungometraggio animato
canzone originale: Let it go di Kristen Anderson-Lopez, Robert Lopez

La grande bellezza

miglior film in lingua straniera (dal punto di vista anglofono)

martedì 11 febbraio 2014

Weekend 07/02/2014

Belle & Sebastien questo weekend fa il colpaccio e, grazie al passaparola, riesce a conquistare la prima piazza. Anch'io ne ho sentito parlar bene, e una mezza tentazione di vederlo mi era pure venuta. Ho puntato invece su A proposito di Davis (sesto) e All is lost (quindicesimo).

Ma la più alta new entry è un'altra, Smetto quando voglio (quarto), un altro film che era tra le mie possibili visioni. Ma bisogna fare delle scelte. Del resto anche il remake/reboot di Robocop (quinto) aveva un certo interesse.

sabato 8 febbraio 2014

Colonna sonora di Caos calmo

Charles Berling ha una parte minore in 20 anni di meno (è il padre del protagonista). Una parte ancor più piccola la aveva in Caos Calmo (era Boesson, a capo dello schieramento europeo, contrapposto a quello americano, che si stanno per fondere in un unico conglomerato).

La circostanza mi ha fatto venire in mente la canzone che Ivano Fossati ha scritto espressamente per Caos calmo, e che viene usata sui titoli di coda, L'amore trasparente. Qui in una bella versione dal vivo:

Ma è difficile fermarsi qui, tutta la colonna sonora del film, firmata da Paolo Buonvino, è molto piacevole e segue bene lo svolgimento dell'azione sulla pellicola. Non so quanto sensatamente, ma in alcuni punti mi ha fatto pensare ad atmosfere alla Ryuichi Sakamoto. Giustamente premiata col David e il Nastro d'argento come miglior colonna sonora del 2008.

Stessa doppietta (David e Nastro d'argento) anche per L'amore trasparente di Fossati, come miglior canzone originale. Altrettanto meritata.

Ci sono poi tre canzoni-ospiti di tutto rispetto:
Pyramid song dei Radiohead, da Amnesiac (2001)
Cigarettes and chocolate milk di Rufus Wainwright, da Poses (2001)
Your ex-lover is dead degli Stars, da Set yourself on fire (2004)

Il video della canzone degli Stars ricorda molto, anche se credo si tratti di una di quelle bizzarre casualità che di tanto in tanto succedono, una delle scene più memorabili di Se mi lasci ti cancello, meglio noto col suo titolo originale, Ethernal sunshine of the spotless mind. Tanto che KitKatTornado, su youtube ha pensato di rimontare spezzoni del film per creare un mix, che mi pare ben riuscito, tra film e canzone:

lunedì 3 febbraio 2014

Weekend 31/01/2014

E' ora di recitare il mea culpa, ho dato il mio piccolo aiuto a far sì che in questo finesettimana al top della classifica restasse quella palla noiosa che risponde al nome di The wolf of Wall Street. Si consideri però che ho già parzialmente espiato essendomi sorbito tutte le tre ore di proiezione senza protestare. E non venga l'immaginario lettore di questo post a dirmi che è piaciuto a tutti, questi argomenti quantitativi, almeno con me, lasciano il tempo che trovano.

Meglio avrei fatto ad andare a vedermi la più alta nuova entrata (terzo posto), Belle & Sebastien, storia dell'amicizia tra un bimbo e un bel cagnone, in tempi e luoghi piuttosto duri. Ma poteva andarmi anche peggio, Hercules - La leggenda ha inizio (quinto), o Dragon Ball Z - La battaglia degli Dei (sesto).

Non sono sicuro di cosa pensare de La gente che sta bene (settimo) che può contare su un bel cast e una storia che sembra intrigante, mentre quel che ho letto mi porta ad evitare I segreti di Osage County (ottavo) nonostante il cast favoloso.

Un gran bene si dice di Dallas Buyers Club (nono), ma non mi sento particolarmente in sincronia con la storia, almeno al momento.

sabato 1 febbraio 2014

Weekend 24/01/2014

Affaccendato in altre faccende, quasi mi dimenticavo di scrivere due righe sul passato weekend cinematografico. Rimedio quando ormai il tempo è scaduto.

Come atteso, il gran botto l'ha fatto The wolf of Wall Street, nuovo ingresso al numero uno con gran distacco. Martin Scorsese dirige il film voluto e interpretato da Di Caprio. Meno atteso (credo) il secondo posto di Paolo Genovese con Tutta colpa di Freud, ennesima commedia italiana che mi pare di capire miri al bersaglio grosso, sfiorando il centro, peraltro. Decisamente sorprendente il terzo posto di A spasso con i dinosauri, una animazione che mi pare evitabile.

Primo tra le conferme dalla settimana precedente Il capitale umano di Paolo Virzì.

Più sotto un paio di altre nuove entrate che non mi sembrano entusiasmanti, I, Frankenstein (settimo) e Last Vegas (ottavo).

lunedì 20 gennaio 2014

Weekend 17/01/2014

Continua la marcia trionfale di Peppa Pig, che mantiene la terza piazza, superata solo da The counselor - Il procuratore di Ridley Scott (che nonostante il ragguardevole cast non mi ispira per nulla) e dal molto più interessante Il capitale umano di Paolo Virzì.

Ma non c'è limite al peggio, perché la seconda new entry, ben staccata dalla maialina prodigio, quinta posto, è Angry games - La ragazza con l'uccello di fuoco, parodia di cui era difficile sentirne il bisogno. Ancora più giù, settimo, il remake di Carrie, Lo sguardo di Satana, anche questo decisamente evitabile.

Mostruosamente sottostimato, tredicesimo, è Nebraska di Alexander Payne, che forse ha spaventato i possibili spettatori con il bianco e nero della sua pellicola. All'altra new entry interessante di questa settimana, C'era una volta a New York di James Gray, con Marion Cotillard e Joaquin Phoenix, è andata anche peggio, diciassettesimo.

martedì 14 gennaio 2014

Weekend 10/01/2014

Finesettimana cinematografico fiacco, come si deduce dal fatto che la seconda più alta new entry è una raccolta di animazioni infantili fatte per la televisione, la terribile Peppa Pig. Fortuna che ne approfitta Il capitale umano di Paolo Virzì per entrare prepotentemente al secondo posto, e dando una bella raddrizzata alla qualità media dei film italiani correntemente in programmazione. Come contrappasso, al quinto entra il vanziniano Sapore di te.

Il grande match della strana coppia De Niro - Stallone è sesto, un gradino sopra a Disconnect di Henry Alex Rubin, che a quanto ho capito è una specie di Crash, quello di Haggis, ma ambientato ai tempi della connettività diffusa.

Nel resto della classifica molti dei film in corsa agli Oscar.

giovedì 9 gennaio 2014

Weekend 03/01/2014

Il primo finesettimana cinematografico dell'anno vede in prima posizione la nuova commedia di Luca Miniero, Un boss in salotto, il che sarebbe una bella notizia se non fosse la terza versione di Benvenuti al sud. Forse sarebbe stato meglio cercare di puntare su qualcosa di diverso.

Riesce comunque nell'impresa di staccare Frozen - Il regno di ghiaccio (secondo), un Disney natalizio di cui ho sentito un coro quasi omogeneo di commenti positivi. Ancor più staccata, al terzo posto, un'altra animazione, ma questa è giapponese, Capitan Harlock. Attenzione che le differenze rispetto al Capitan Harlock storico sono sostanziali.

Solo quarto American hustle - L'apparenza inganna di David O. Russell. Accreditato di un possibile buon risultato agli Oscar, grazie anche al cast incredibile, penso che potrebbe recuperare in seguito. Ancor più fiacco in quinta posizione The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca, che penso sconti un tema poco interessante dalle nostre parti.

sabato 28 dicembre 2013

Classifica 2013 di Close up

Piuttosto allergico a far classifiche, non mi dispiace sbirciare quelle altrui per trarne suggerimenti per future visioni. Qui spulcio I film più belli del 2013 secondo Close Up.

1) La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Faccio il tifo per la sua corsa all'Oscar "straniero", ma non sarei così convinto che vale una prima piazza tra i film dell'anno.
2) Gravity di Alfonso Cuaròn. Non l'ho ancora visto, un po' tutti consigliano di vederlo su grandissimo schermo, magari in 3D. Peccherebbe di trama miserella e inconsistenza scientifica, ma sarebbe di una potenza visuale notevolissima. La visione della scheggia usata come preview mi fa pensare di essere d'accordo.
3) Django Unchained di Quentin Tarantino. Non visto e sto bene così. Tarantino mi ha ufficialmente stufato con Kill Bill.
4) Venere in pelliccia di Roman Polanski. Spero in un suo secondo passaggio al cinema, oppure me lo recupero su piccolo schermo. Per me Polanski è comunque una certezza.
5) La vita di Adele di Abdellatif Kechiche. Non mi attizza, ma potrebbe capitare come visione fortunosa.
6) Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow. Più ci penso e più mi sembra sopravvalutato. Non ne consiglierei la visione ad altri.
7) The Master di Paul Thomas Anderson. Che ci fa qui così in basso?
8) Rush di Ron Howard. Non l'ho ancora visto, ma credo che valga la pena, magari non al cinema.
9) Il grande Gatsby di Baz Luhrmann. Da visioni precedenti mi sono fatto l'idea che il regista non sia in linea con le mie aspettative cinematografiche. Non sarei contrario ad una visione casuale.
10) La migliore offerta di Giuseppe Tornatore. Sottostimato, dovrebbe stare in cima e non in fondo alla classifica.

Alcune altre segnalazioni:

Après Mai - qualcosa nell’aria di Olivier Assayas. Manco di informazioni sufficienti per dirne alcunché.
Il tocco del peccato di Zhang Ke Jia. Come sopra.
Blue Jasmine di Woody Allen. Come è possibile che non sia in classifica?
Hunger Games: la ragazza di fuoco di Francis Lawrence. Non ne sono persuaso. Magari aspetto la conclusione della serie, e la sua disponibilità in cofanetto prima di decidermi a guardarlo.
No - I giorni dell’arcobaleno di Pablo Larraìn. Curioso modo di affrontare un tema non leggero.
Holy motors di Leos Carax. Piuttosto folle, imperdibile, decisamente non per tutti.
Giovane e bella di François Ozon. Il regista è molto bravo, questo potrebbe però essere stato un suo (mezzo) passo falso.

lunedì 23 dicembre 2013

Weekend 20/12/2013

Per i distratti: siamo sotto Natale. E la classifica cinematografica finesettimanale, come è lecito attendersi, lo riflette adeguatamente.

Dunque entra prepotentemente al primo posto Frozen - Il regno di ghiaccio, il Disney natalizio di quest'anno, regge botta Lo Hobbit 2, seguito da ben tre commedie italiane, di quelle che ci si può aspettare in questa stagione, ed una commedia americana più o meno sulla stessa lunghezza d'onda, I sogni segreti di Walter Mitty diretto da Ben Stiller, remake del titolo omonimo (in inglese) che in italiano faceva Sogni proibiti. Chi è diversamente giovane potrebbe ricordarlo, magari se ricordo che il protagonista era Danny Keye. Lo stesso film era già stato oggetto di un drammatico (nel senso del risultato ottenuto) remake italiano, Sogni mostruosamente proibiti, per la regia di Neri Parenti con Paolo Villaggio nel ruolo del protagonista.

La nuova entrata più interessante della settimana è al settimo posto, Philomena di Stephen Frears, con Judi Dench nel ruolo di protagonista.

mercoledì 18 dicembre 2013

Weekend 13/12/2013

Siamo sotto Natale, e i risultati del weekend rispecchiano le aspettative. Fantasy giovanile al primo posto, il secondo episodio dello Hobbit, Lo Hobbit - La desolazione di Smaug, e commedia pieracciona al secondo, Un fantastico via vai.

Regge incredibilmente al terzo Blue Jasmine, che ho visto e ovviamente apprezzato, bravissima Cate Blanchett come protagonista.

La successiva new entry è Il segreto di Babbo Natale, animazione evidentemente molto natalizia, ottavo posto, che non ho idea di come sia.

Il secondo film che ho visto nel finesettimana (ma di cui non ho ancora scritto nulla), Molière in bicicletta, è solo al quindicesimo posto. Capisco che non sia così attraente come altri titoli, ma credo avrebbe meritato una maggior considerazione.

martedì 10 dicembre 2013

European Film Awards 2013

La notizia l'ho letta qui, dove si va più nel dettaglio.

Bel bottino italiano agli EFA quest'anno. Come dire che la crisi economico-sociale fa bene al nostro cinema. Forse aveva bisogno di una scossa.

Alcuni premi:

Miglior film La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Migliore commedia Love is all you need di Susanne Bier

Miglior regista Paolo Sorrentino per La grande bellezza

Migliore attrice Veerle Baetens per The broken circle breakdown

Miglior attore Toni Servillo per La grande bellezza

Miglior sceneggiatore François Ozon per Nella casa

Miglior direttore della fotografia - Premio Carlo Di Palma Asaf Sudry per La sposa promessa (riconoscimento che mi pare eccessivo)

Miglior montatore Cristiano Travaglioli per La grande bellezza

Miglior production designer Sarah Greenwood per Anna Karenina (solo questo premio "minore"? avrebbe meritato di più)

Miglior compositore Ennio Morricone per La migliore offerta (con tutto il rispetto per il Maestro, non mi pare uno dei suoi lavori migliori. Io avrei votato per Marianelli - Anna Karenina, o per Philippe Rombi - Nella casa)

Premio alla carriera Catherine Deneuve (applauso)

Premio per il contributo europeo al cinema mondiale Pedro Almodovar (applauso)

Weekend 06/12/2013

Approfittando della settimana di tregua in attesa dell'arrivo dei pezzi grossi che si daranno battaglia per le feste di fine anno, la Blue Jasmine di Woody Allen riesce a strappare un buon secondo posto.

Interessante che Pif col suo La mafia uccide solo d'estate sia riuscito a mantenere stabile l'incasso della scorsa settimana, con il risultato di guadagnare addirittura posizioni, risultando terzo. Che, se non altro, gli dà almeno una soddisfazione in termini di visibilità.

Fiacco il resto del mercato. Dietro i candelabri di Steven Soderbergh seconda migliore new entry, che poi è il film che ho visto nel weekend, è solo all'ottavo posto.

Oldboy, l'inutile remake firmato da Spike Lee, ha incassato poco e si è classificato dodicesimo.

martedì 3 dicembre 2013

Weekend 29/11/2013

Questo weekend hanno dominato gli Hunger Games giunti al secondo episodio, in italiano chiamato La ragazza di fuoco, in originale era Catching fire. Non ho visto l'inizio della saga per mancanza di interesse, a questo punto penso che aspetterò la fine (altri due episodi in arrivo, se ho capito bene) prima di pensare ad un recupero complessivo.

Interessante la seconda new entry, quinto posto, La mafia uccide solo d'estate di Pif, che mostra come il cinema italiano ha ancora molto da offrire.

Altra new entry al sesto, Free Birds - Tacchini in fuga, animazione che non mi pare particolarmente riuscita.

All'ottavo posto Don Jon, esordio alla regia di Joseph Gordon-Levitt che varrebbe la pena di vedersi.

mercoledì 27 novembre 2013

Weekend 22/11/2013

Arriva Thor e, con in suo martellone, sbaraglia tutti i contendenti, insediandosi col secondo capitolo delle sue avventure, Thor - The dark world, al primo posto della cineclassifica finesettimanale. Ma a me non è che i supereroi interessino più di tanto.

Altra new entry al terzo posto, Fuga di cervelli, trattasi addirittura di remake italiano di film spagnolo (!). E pensare che fino a qualche tempo fa si biasimava la relativa mancanza di idee del cinema americano, così affamato di remake, sequel, prequel, spin-off e compagnia cantante. A noi restavano le idee, magari non realizzate benissimo.

Più interessante mi sembra il francese In solitario, all'ottavo posto. Protagonista François Cluzet, che parte in barca a vela per una gara attorno al mondo come da titolo in solitaria.

Chi è interessato al (molto vitale) cinema iraniano, potrebbe preferire Il passato di Asghar Farhadi, decimo.

lunedì 18 novembre 2013

Weekend 15/11/2013

La misteriosa corsa al cinema dei miei connazionali di questi ultimi tempi ha fatto sì che questo weekend la top new entry, secondo posto, sia Stai lontana da me, remake italiano del francese Per sfortuna che ci sei.

Più interessante al quarto posto, L'ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi. Quinto Jobs, sulla vita di Steve. Il nuovo di Roman Polanski, Venere in pelliccia, parte al settimo posto. Il paradiso degli orchi, trasposizione cinematografica del primo romanzo del ciclo di Malaussène di Daniel Pennac.

lunedì 11 novembre 2013

Weekend 08/11/2013

I minion di Cattivissimo me 2 scivolano al quarto posto, sopravanzati questa settimana da altre due new entry, Planes, spin-off Disney di Cars, che deve produrre interessanti margini con il merchandising ma di cui non vendo l'utilità come film, e Prisoners di Denis Villeneuve, che potrebbe avere qualche interesse.

Ingresso fiacco, sesto posto, per Machete kills, di cui ho visto il primo episodio, e direi che mi basta.

Mi interessa invece Questione di tempo di Richard Curtis, commedia romantica contaminata con la capacità da film fantasy del protagonista di fare balzi indietro nel tempo per aggiustare il proprio presente.

Ma il più interessante della settimana direi che è Giovane e bella di François Ozon anche se, forse per il tema piuttosto delicato, non riesce ad andare oltre ad un deludente decimo posto.

lunedì 4 novembre 2013

Weekend 01/11/2013

Prima o poi doveva accadere, i Minion hanno perso la testa! (della classifica).

Captain Phillips - Attacco in mare aperto, di Paul Greengrass, che probabilmente avrà qualcosa da dire per gli Oscar, parte non fortissimo, al terzo posto.

Ender's game, ritorno alla fantascienza per Harrison Ford, è quinto.

Un castello in Italia, secondo capitolo della saga quasi autobiografica di Valeria Bruni Tedeschi, dodicesimo.

A me pare interessante Zoran, il mio nipote scemo, che entra alla chetichella in classifica al sedicesimo posto.